Questo progetto coinvolge gli studenti nell’utilizzo di droni e sensori ambientali
intelligenti per la gestione avanzata e il controllo delle infrastrutture idriche urbane.
I partecipanti configurano e utilizzano un drone dotato di un sensore BME680 e di
un sensore MQ-7 presso il depuratore delle acque reflue di Aset S.p.A. a Fano,
gestito da Aset S.p.A., l’organizzazione locale responsabile della gestione dei servizi
ambientali.
Il trattamento delle acque reflue urbane e industriali si è storicamente concentrato
principalmente sul rispetto dei parametri chimico-fisici richiesti per lo scarico finale
dell’acqua. Tuttavia, i moderni impianti di depurazione devono anche gestire gli
impatti atmosferici locali, controllando le emissioni diffuse di odori (composti dello
zolfo, ammoniaca, VOC) e i gas derivanti dai processi di stabilizzazione biologica.
L’ispezione di vaste aree occupate da vasche idrauliche aperte, canali di flusso e
linee di trattamento dei fanghi tramite strumenti tradizionali a terra è un’attività
lenta, parziale e logisticamente complessa a causa delle barriere fisiche e dei
percorsi industriali. L’integrazione di un payload multisensore su un drone consente
agli studenti di mappare in tempo reale la dispersione aerea delle sostanze volatili
nelle diverse sezioni dell’impianto di trattamento, confrontando direttamente la
telemetria del volo con i campioni analitici di routine effettuati dai tecnici
dell’impianto.
La misurazione della qualità dell’aria e il rilevamento dei livelli di CO sopra le
vasche aperte o nelle vicinanze delle sezioni di pretrattamento richiedono spesso
l’installazione di impalcature oppure espongono gli operatori a fumi concentrati in
spazi confinati. Un approccio basato sulla robotica aerea permette di superare questi
limiti legati alla sicurezza.
Gli studenti assemblano il sistema di acquisizione dati, lo integrano sul drone,
pianificano un percorso di volo automatizzato basato su waypoint spaziali ed
eseguono la missione monitorando i parametri di sicurezza. Questo processo
consente loro di mappare visivamente l’impronta atmosferica generata dalle diverse
fasi del ciclo di depurazione delle acque, valutando l’efficacia dei sistemi di
aspirazione e abbattimento degli odori installati presso l’impianto.
I processi di trattamento delle acque reflue urbane sono regolamentati in modo
uniforme nell’Unione Europea dalla Direttiva sul trattamento delle acque reflue
urbane (Direttiva 91/271/CEE). Di conseguenza, la configurazione funzionale
dell’impianto di Fano (grigliatura, ossidazione, sedimentazione, linea fanghi) è in
linea con quella di qualsiasi altro impianto di depurazione presente in Europa.
I centri di formazione possono facilmente replicare questo percorso didattico a
livello locale collaborando con i gestori regionali del servizio idrico. L’utilizzo di
semplici dispositivi di rilevamento ambientale e di droni commerciali consente di
realizzare il progetto con costi accessibili, formando tecnici specializzati nella
gestione delle transizioni ecologiche e nel monitoraggio dei parametri ambientali.
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