Questo progetto insegna agli studenti come utilizzare droni e sensori luminosi
specializzati per studiare la capacità di schermatura dalla radiazione solare degli spazi
verdi urbani. I partecipanti configurano e utilizzano un drone personalizzato dotato di
un payload con sensore UVA GUVA-S12SD per mappare i livelli di radiazione
ultravioletta in diversi ambienti al suolo. La missione confronta direttamente l’elevata
esposizione ai raggi UV presente sulle superfici asfaltate aperte e prive di ombra con la
protezione naturale fornita dalle chiome degli alberi circostanti. La luce solare contiene
i raggi ultravioletti di tipo A (UVA), invisibili all’occhio umano ma in grado di
attraversare completamente l’atmosfera. Negli ambienti urbani densamente costruiti, le
superfici asfaltate esposte ricevono radiazione solare senza schermatura, aumentando il
rischio di esposizione ai raggi UV per i pedoni. Al contrario, le chiome degli alberi
urbani agiscono come ombrelli naturali, assorbendo e diffondendo queste lunghezze
d’onda e creando microclimi protetti sotto la vegetazione. La misurazione di queste
variazioni spaziali da terra può essere complessa a causa della presenza di barriere
fisiche, dei confini tra proprietà e del cambiamento dell’angolo di incidenza della luce
solare. Attraverso un rilievo manuale effettuato con il drone, gli operatori possono
volare direttamente sopra e intorno al limite della copertura vegetale per raccogliere dati
in tempo reale sull’attenuazione della radiazione UV. Questo caso di studio dimostra
come le tecnologie di rilevamento della luce e le piattaforme aeree possano essere
utilizzate per valutare la progettazione delle aree verdi urbane, identificare zone sicure
per la salute pubblica e raccogliere dati sul campo utili alla pianificazione di città più
resilienti ai cambiamenti climatici.
